-LA GUERRA DEI MEGAPIXEL- Ma quanti ne servono?

 

Dalla comparsa del digitale in fotografia sono passati anni.

E’ all’ incirca dal 2003 che, con il costo in ‘discesa’ e la qualità in crescita, le fotocamere reflex digitali hanno incominciato a strizzare l’ occhio al fotografo professionista e fotoamatore evoluto.

 

 

 

Da allora è stato (e sarà) un continuo salire di prestazioni, di solito incernierate su un punto specifico: i Megapixel del sensore. In continua, estremante crescita. (a quando invece il passaggio ai 14 bit invece dei 12 attuali? e le periferiche out ferme agli 8? Costruttori ne parliamo?)

A tal punto che ci si domanda: dove arriveremo? Quanto vale il mio ‘vecchio sensore’ e soprattutto:

se con lui stampo già a 300dpi sul 30×45 che vantaggi potrebbe darmi, sempre su questo formato di stampa, un sensore più capace?

 

Dall’ esperienza di oggi (confermata da alcuni test) possiamo dire che risoluzioni che vanno dagli 8 Mp in su incominciano ad essere sufficienti per ottenere delle buone stampe 30×45 od A3, che poi sono i formati massimi a cui di solito si indirizza un fotografo che espone i propri lavori.

Inoltre con questi sensori praticamente si stampa il 20×30 in 300 dpi.

Si ricava che per molti generi fotografici macchine più capaci non rappresentano motivazioni importanti per cambiare il corpo macchina.

 

E’ importante ricordare che superando questi valori, (ad oggi 2007 siamo arrivati ai 10/16 Mp e più), subentra un altro problema: la risolvenza delle ottiche.

Cioè: è inutile avere un sensore da 20 Mp se poi l’ immagine che arriva dalla lente NON contiene tutte quelle informazione che il sensore puòò catturare.

 

Per concludere possiamo affermare che i sensori odierni (dagli 8 ai 13 Mp) sono ben progettati per la qualità di ottiche reflex ‘medie’.

Questa combinazione permette delle buone stampe A3.

Ma se tra qualche anno saremo attratti dai nuovi corpi a 14/16 o 18 Mp dovremo ricordarci che tutto ciò servirà a poco se poi non provvederemo anche all’ acquisto dei relativi vetri di pregio.

 

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LETTERE

indirizzate anche a: fotografia@tim.it

 

 

Ci scrive Sergio da Pavia (in realtà un lontano parente):

‘…ho 22 anni e sono entrato da poco nel mondo della fotografia. Possiedo una Nikon D50 equipaggiata con l’ ottica di serie. Ho letto che cambiando obiettivo si possono raggiungere prestazioni migliori e foto più nitide. Sono però disorientato dall’ offerta e dai prezzi. Potete consigliarmi qualcosa in merito?…

 

Carissimo Sergio, innanzi tutto sono lietisssimo di avere tue notizie anche con questo mezzo. Spero tu  stia bene e mi trovo felice di questa tua nuova passione che, se alimentata e vissuta in modo corretto ti porterà tante soddisfazioni.

Tornando a noi, si è vero, esistono ottche di qualità superiore rispetto alla tua che partono da qualche centinaio di euro e finiscono per costarne migliaia.

Ma il punto non è questo. Ti domando: sei in grado (nel senso di avere le conoscenze) di sfruttare a fondo l’ ottica a tua disposizione?

Ad esempio, quando riprendi un paesaggio diaframmi per migliorare nitidezza e profondità di campo? Hai fatto dei test per conoscere quali sono le aperture di diaframma più incisive? Nei ritratti sai sfruttare ed ottenere la sfuocatura dello sfondo?

Vedi Sergio, e questo è un discorso che vale per tutti, prima di decidere se cambiare attrezzatura, per assicurarsi qualcosa di più performante, occorre esser sicuri di saper sfruttare appieno e fino in fondo ciò che è già in nostro possesso. Di aver raggiunto i suoi limiti e non di esser fermi ai nostri.

E’ inutile che mi compro un Mercedes 2.2 CDI se poi uso la macchina una volta ogni 10 giorni per andare al supermercato… ovvero nessuno me lo vieta, ma…

Col tempo e qualche soldino speso troverai il tuo ‘equilibrio fotografico’

Noi stessi, non possediamo ottiche difinite ‘di gran pregio’ tuttavia dopo del tempo passato a leggere, consultare e fare fotografia abbiamo raggiunto il compromesso ideale. I vetri di cui disponiamo sono all’ altezza delle nostre esigenze, ci soddisfano (parliamo di stampe 30×45), conosciamo i loro limiti e sappiamo che, per il nostro modo di fare fotografia, un ulteriore passo in avanti equivalrebbe a spendere molto di più per avere in cambio troppo poco.

Ad esempio, e concludo, una tipologia di ottiche che per definizione hanno un valore elevato, sono i tele luminosi (esempio classico il 300mm f/2.8).

Questo è un vetro di gran pregio, noi a 300mm abbiamo solo un f/4.5, ma per il nostro fare fotografia quei tre stop in più (che costano 5000 euro) paradossalmente non ci interessano.

Concludendo ribadiamo: prima di spender denaro assicurarsi se ciò che andremo ad acquistare ci arrecherà dei vantaggi reali e adeguatamente consistenti e soprattutto se siamo in possesso delle conoscenze teoriche per sfruttarlo!

Tutto questo si impara sul campo e col tempo.

Quindi non ti demoralizzare e vai avanti a fare fotografia. Quando puoi e come puoi.

Cordialmente, Marco

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