FOTOGRAFIA TRA PASSIONE E ATTREZZATURA

FOTOGRAFIA, TRA PASSIONE ED ATTREZZATURA

 

 

Nell’ ambiente dei fotoamatori o appassionati di fotografia (entrambi termini troppo generici e fortemente diminuitivi in italiano…) capita sovente di imbattersi in discussioni e dibattiti durante i quali è facile estrarre ed isolare almeno due grosse categorie di fotografi.

Da un lato abbiamo coloro che tendono a dare, sempre e comunque, un grosso peso all’ attrezzatura reputandola responsabile di una grossa parte del risultato della sessione di lavoro, dall’ altra ci sono coloro che, consci del potenziale raggiunto dal proprio materiale fotografico, hanno spostato tutta la loro attenzione sulla ricerca e l’ espressione artistica.

 

Vado subito a schierarmi per i secondi, citando solamente due elementari dati di fatto che dovrebbero farci riflettere.

1- E’ diventato difficile trovare oggi un appassionato di fotografia che non sia in possesso almeno di un’ attrezzatura reflex di discreto livello, mentre capita sovente di imbattersi in brutte immagini di gente che scatta con materiale composto da svariate migliaia di euro.

2- Prendendo in considerazione, ogni volta che ci soffermiamo davanti ad una foto che reputiamo ‘bella’, i mezzi con cui è stata eseguita (quando possibile) ci accorgeremo che, molto spesso non si tratta di materiale di prim’ ordine, anzi frequentemente capita l’ opposto o quasi.

 

Questo accade perchè anche nella mente degli smaliziati è rimasta una sorta di ‘ricordo primordiale’ per il quale esiste un collegamento diretto, lineare, ‘matematico’, tra il valore del materiale fotografico con cui operiamo e la ‘qualità totale, complessiva’ del nostro lavoro.

 

Possiamo affermare che ‘l incremento qualitativo’ dell’ attrezzatura fotografica rispetto alle capacità intrinseche del fotografo dovrebbe avere un incremento esponenziale ma negativo con l’ aumentare delle stesse.

Se può esistere una certa differenza tra le fotografie realizzate da un’ ottica economica venduta in kit col corpo macchina ed una di buon livello ‘medio’ come un 24-70 f 2.8, ecco che questa si va molto riducendo se consideriamo le immagini prodotte da questa seconda ottica rispetto a quelle realizzate con un vetro di alta gamma, come possono essere quelli della serie L di Canon, (a differenza però di una considerabile, ulteriore differenza di prezzo).

O perlomeno le differenze diventano sottili, ‘secondarie’, visibili solo ad un occhio esperto ed a certi ingrandimenti (magari dall’ A3 in su) e su certi supporti di stampa.

 

E’ proprio a questo punto che il fotoamatore o colui che non ‘fotografa per lavoro’ deve soffermarsi e valutare attentamente quanto, investendo in queste ottiche molto costose, se ne avvantaggeranno le proprie immagini rispetto (ad esempio) alle escursioni che non potrà fare a causa dell’ esborso economico che dovrà sostenere per l’ acquisto dell’ obbiettivo.

Ma il punto cruciale è la promessa/ inganno che una queste ottiche ci permetteranno di ottenere belle immagini al contrario di quelle magari mediocri che produciamo oggi con dei vetri già buoni.

 

Nel concludere, vorrei sintetizzare il senso di questo scritto, rivolto al fotoamatore medio, nel ribadire che la ‘bella fotografia’ la dobbiamo ricercare col lavoro, sul campo, studiando e conoscendo le regole che governano la luce, la psiche e la sensibilità umana, la società del momento, il funzionamento della nostra attrezzatura di ripresa e di quella che un tempo era la camera oscura e che oggi è un buon programma di post-produzione ma su tutto e comunque, come diceva il buon Henry Cartier Bresson ricordarsi che ‘fotografare significa mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’ occhio ed il cuore‘.

 

Tutte le immagini realizzate su questo sito, sono state realizzare e prodotte con il famoso materiale di medio livello, citato in questo articolo.

L’ acquisto del quale mi ha permesso di non rinunciare a molti dei viaggi che ho potuto fare in giro per l’ europa e che con pazientia pubblicherò.

E poco mi importerà se queste, una volta stampate in A2, dovessero avere un leggero difetto di aberrazione cromatica, una PDC non appropriata od un leggero calo di nitidezza ai bordi, perchè il loro valore reale non sta in quei parametri, ma parte dal fatto che le ho potute realizzare e approda verso altri significati ancora più profondi che sono la mia vera meta, fotograficamente parlando.

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